L' anima dell'acqua e della memoria: a Riva San Vitale arrivano i "Segni di laguna" di Aymone Poletti


La suggestiva cornice del Palazzo Comunale di Riva San Vitale si prepara ad accogliere un viaggio visivo e sensoriale unico nel suo genere. Con la mostra personale "Segni di laguna", l’artista ticinese Aymone Poletti porta nel cuore del Mendrisiotto un’esposizione lirica e profonda, capace di far dialogare la materia, la memoria storica e la fluidità dell'acqua.
L'evento, nato dalla collaborazione con la galleria e piattaforma artistica Artrust, rappresenta dunque un momento di forte richiamo per gli amanti dell'arte contemporanea sul territorio.

Dopo il periodo parigino dell'artista, il centro attuale della ricerca di Aymone Poletti è Venezia, o meglio, l'essenza stessa di quello che il luogo emana. 

Lontana dall'affrontare i meri stereotipi turistici, Poletti si concentra sulla bellezza dei silenzi, dei dettagli minimi, sulle tracce lasciate dal tempo e dalle maree e su una fragilità che diventa anima dell'ecosistema della laguna. Lo spettatore trova così nel percorso delle sale espositive, un microcosmo di installazioni, tecniche miste, incisioni e di reperti poetici site-specific.

I lavori si distinguono per un approccio intimo e metafisico basato sulla memoria. Le instax e le fotografie d'epoca, vengono sottoposte a processi di cristallizzazione con sali e inchiostri giapponesi, e sono da anni un segno distintivo della ricerca di Poletti: questo processo unico trasforma i ricordi in immagini sospese nel tempo, dove l'architettura, la natura e il tempo si fondono in una dimensione onirica ed emozionale. 

 

Aymone Poletti, Segni di laguna - instax bollita ai sali e inchiostro giapponese

Le opere in mostra si distinguono così per l'uso di tecniche raffinate e sperimentali. Una stanza dedicata ai monotipi, alle grafiche e alle matrici dialoga con bacheche dove sono presenti frammenti e piccoli elementi tridimensionali: troviamo frammenti di gusci d'uovo bolliti per giorni in acqua di laguna, legni levigati dal sale, reperti raccolti direttamente dall'artista che diventano parte integrante del racconto visivo. Ogni pezzo si configura come un microscopico frammento di memoria, una mappa emotiva sospesa tra la terra e l'acqua.

 “Tu sappi di essere un mondo in piccolo, e che in te ci sono il sole, la luna e le stelle”. Origene d’Alessandria

Le sale del Palazzo Comunale amplificano così il silenzio e la sacralità laica delle opere, offrendo al visitatore un percorso intimo, quasi meditativo. Come ha scritto l'architetto e critico Rolando Zuccolo, in occasione di un'altra mostra di Poletti «I suoi più recenti lavori paiono fermare il tempo, fissare la memoria. [...] Queste opere ci consegnano un'immobile e raffinata traccia di ciò che è stato: un invito a scoprire un'impronta del tempo di qualcosa che non è più, se non dentro di noi e nella nostra capacità di reinventarlo.»

Si può così notare che l’arte di Aymone Poletti non si limita a descrivere un paesaggio, bensì ne estrae l'archetipo. I suoi segni diventano così impronte delicate che il tempo lascia sulla superficie della memoria e dell'anima di chi visita la mostra. Come una carezza che si vuole ricordare nel tempo.

Palazzo Comunale di Riva San Vitale
Piazza Grande, 6, Riva San Vitale (Svizzera)
In collaborazione con Artrust, entrata gratuita

Mostra visitabile fino al 2 dicembre

Il "making of" dell'installazione "la fragilità della Laguna" di Aymone Poletti con gusci d'uova bolliti per giorni in acqua di laguna e inchiostri giapponesi e reperti presi dall'acqua granda del 29 ottobre 2018





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