Omaggio a Gillo Dorfles alla Paula Seegy Galley di Milano
GILLO DORFLES Ibridi e Personaggi
20 novembre 2025 – 31 gennaio 2026
vernissage giovedì 20 novembre, ore 18.00. A cura di Martina Corgnati da un progetto di Paula Seegy
La Paula Seegy Gallery dedica un omaggio critico e affettivo a Gillo Dorfles, figura poliedrica e imprescindibile del panorama artistico e culturale del Novecento e oltre. La mostra curata da Martina Corgnati, “Gillo Dorfles. Ibridi e personaggi”, è in programma dal 20 novembre 2025 al 31 gennaio 2026. Attraverso un percorso espositivo organico e meditato, la rassegna raccoglie opere che spaziano dai lavori su carta e tela a sculture e oggetti ceramici (piatti e ciotole) realizzati tra il 1946 e il 2013, offrendo così un arco cronologico ampio che mette a fuoco la coerenza e la fecondità dell’attività d’artista e di critico. La selezione mette in luce la sua intelligenza critica, il tono brillante e ironico, il carisma intellettuale e la capacità di incarnare, contemporaneamente, il ruolo del teorico e del praticante.
Il percorso espositivo si presenta come un vero e proprio excursus critico, che indaga le mutate condizioni della rappresentazione e dell’identità artistica attraverso personaggi, metamorfosi formali e soluzioni materiche che testimoniano la lunga e stratificata ricerca di Dorfles. Gillo Dorfles, critico e teorico dell’arte nonché artista sensibile alle tensioni del suo tempo, ha esplorato, nelle opere in mostra, il tema dell’ibrido e la figura del personaggio come nodi interpretativi per comprendere l’uomo contemporaneo. La sua indagine si svolge su più livelli: formale, percettivo, antropologico ed etico, e si caratterizza per una limpida analogia tra metamorfosi estetiche e trasformazioni sociali.
L’ibrido, come Vitriol, nella visione dorflesiana, non è mera curiosità formale ma paradigma ontologico: espressione della fine delle separazioni tassonomiche tra linguaggi artistici, materiali e generi. Le opere che mescolano figurazione e astrazione, organico e meccanico, ornamento e austerità, diventano spazi di pensiero dove la coesistenza di elementi eterogenei smonta gerarchie tradizionali e produce significati nuovi. L’ibridazione è per Dorfles uno strumento critico che rivela come la nostra epoca sia strutturalmente composta da sovrapposizioni, tecnologiche, culturali, simboliche, che rendono obsolete le identità univoche.
Cenni biografici.
Gillo Dorfles nasce a Trieste nel 1910. In seguito allo scoppio della Prima guerra mondiale si trasferisce con la famiglia a Genova, dove trascorre l'infanzia. Al termine del conflitto rientra a Trieste e si iscrive al Liceo Classico. Si trasferisce a Milano nel 1928 dove studia medicina ma dopo tre anni decide di completare il percorso universitario a Roma come allievo interno nella clinica Cesare Frugoni; si laurea nel 1934, specializzandosi in neuropsichiatria. A partire dagli anni Trenta ha svolto un'intensa attività di critica d'arte e saggistica collaborando a "La Rassegna d'Italia", "Le Arti Plastiche", "La Fiera Letteraria", "Il Mondo", "Domus", "Aut Aut", "The Studio", The Journal of Aesthetics" Esordisce in pittura negli anni Trenta. Nel 1948 con Bruno Munari, Atanasio Soldati e Gianni Monnet, fonda il Movimento Arte Concreta (MAC) con l'obiettivo di dar vita a un linguaggio artistico nuovo, in grado di assimilare e di superare le ricerche astratte europee dei decenni precedenti. Negli anni Cinquanta ha inizio l'attività teorica e critica di Dorfles, che si presenta decisamente innovativa e dirompente rispetto agli assunti crociani ancora dominanti. L'attenzione di Dorfles è rivolta soprattutto ai fenomeni comunicativi di massa, alla moda e al design, soffermandosi pur sempre sulla pittura, sulla scultura e sull'architettura moderna e contemporanea. Dagli anni Sessanta insegna estetica in diverse università italiane (Milano, Trieste, Cagliari) e dagli anni Ottanta riprende l'attività pittorica e grafica che per i suoi numerosi impegni aveva interrotto.
Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: Discorso tecnico delle arti (1952), Le oscillazioni del gusto (1958), Il divenire delle arti (1959), Ultime tendenze nell'arte d'oggi (1961), Nuovi riti, nuovi miti (1965), L'estetica del mito (1967), Artificio e natura (1968), Kitsch. Antologia del cattivo gusto (1968), Elogio della disarmonia (1986), L'intervallo perduto (1988), Itinerario estetico (2011). Nel 2010 è pubblicato Gillo Dorfles. Calalogue raisonné, a cura di L. Sansone, Edizioni Mazzotta, Milano; il volume documenta tutta l'opera pittorica, grafica e di ceramista di Dorfles. Nel 2015 esce per le edizioni Skira il volume Gli artisti che ho inconrato, a cura di L. Sansone, una raccolta di saggi sull'arte contemporanea pubblicati da Dorfles dall'inizio degli anni Trenta al 2015. Moltissimi i riconoscimenti internazionali che egli ha ricevuto sia come artista che come critico. Negli ultimi anni gli sono state dedicate mostre a Milano, (PAC, 2001, “Il pittore clandestino”, sua prima antologica, Palazzo Reale, 2010, Fondazione Marconi, 2014), Bologna (Circolo Artistico, 2002), Trieste (Museo Revoltella, 2007), Chiasso (Max Museo, 2010), Rovereto (Mart, 2011), Urbino (Casa Raffaello, 2014), Roma (Macro, 2015).
Gillo Dorfles. Ibridi e personaggi
Sede Paula Seegy Gallery, via San Maurilio 14 - Milano Date 20 novembre 2025 – 31 gennaio 2026
Orari da martedì a sabato, ore 12 - 19 Ingresso libero
Info al pubblico paula@paulaseegygallery.com – mob. + 39 340 4215312 www.paulaseegygallery.com


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