di polvere le stelle ... quando la materia diventa luce
di polvere le stelle
Stefano Mario Zatti
a cura di Elena Dal Molin
testo di Alfonso Cariolato
27 maggio – 27 giugno 2026
Vernissage: mercoledì 27 maggio 2026, ore 19.00 – 21.00
presso Atipografia, Arzignano (VI)
C’è un punto in cui la materia sembra ricordarsi di essere luce.
Da questo pensiero prende forma di polvere le stelle, progetto di Stefano Mario Zatti a cura di Elena Dal Molin, accompagnato da un testo di Alfonso Cariolato, ospitato da Atipografia dal 27 maggio al 27 giugno 2026.
La mostra che si inaugura oggi è il terzo capitolo di una trilogia che attraversa la “tridimensionalità dell’essere umano” come campo di tensione tra corpo, tempo e immaginazione.
Dopo Matermània/Matermanìa (2025), dedicata alla soglia in cui l’io diventa comunità, e l’ombra delle lucciole, meditazione sull’invisibile e sull’incompiuto, questo nuovo episodio si apre alla contemplazione come forma di conoscenza e trasformazione.
Qui la contemplazione non è distanza, bensì immersione: un modo di stare nel mondo fino a riconoscersi nel suo respiro più profondo e in una parte del tutto. Una pratica che, nelle Enneadi di Plotino, diventa forza generativa, capacità dell’essere di riflettersi e moltiplicarsi nello sguardo. Anche questo filosofo, infatti nei suoi scritti, parla per immagini, per allegorie o per simboli, con
una grande attenzione ai miti e alla religiosità classica. Questa
tecnica, nell'antichità, era finalizzata a favorire la comprensione
profonda dei contenuti complessi.
"di polvere le stelle" si articola dunque come un attraversamento in tre tempi, un passaggio in cui il visitatore è chiamato a perdersi per potersi ritrovare. L’opera non si osserva soltanto: si attraversa, come si attraversa un pensiero o un sogno che non smette di cambiare forma.
Il percorso si apre come una soglia e subito si chiude intorno al corpo. È una discesa nell’oscurità della galleria, una katabasis che separa lentamente il fuori dal dentro, il rumore dalla sospensione, la superficie dalla profondità.
Poi qualcosa si rovescia. L’oscurità non è più vista come caduta, ma diventa passaggio. Il cammino muta in ascesa, anabasis: una lenta riemersione verso la materia originaria delle cose, verso ciò che il titolo evoca come destino comune: la polvere di stelle di cui siamo fatti.
Nel terzo ambiente, ancora immerso nel buio, questa rivelazione prende forma nell’installazione Lago di stelle (2026), come un’immagine che non descrive ma trattiene: una soglia che non si apre del tutto, ma continua a respirare.
L’intero percorso si offre come esperienza di ek-stasis: uscire da sé senza perdersi, riconoscersi nell’alterità della materia, nella continuità che lega ogni forma vivente e non vivente.
Non separazione, bensì appartenenza. Non distanza tra spirito e corpo, ma una loro stessa, irriducibile sostanza.
In questa prospettiva, la mostra si apre anche a una domanda che attraversa silenziosamente ogni stanza: che cosa condividiamo con le pietre, con le piante, con le stelle che si spengono e continuano a brillare?
Forse la stessa origine. Forse la stessa fine.
Il lavoro di Stefano Mario Zatti si configura così come un’installazione immersiva e percettiva, in cui lo spazio non accoglie semplicemente l’opera, ma la genera insieme a chi lo attraversa.
INFORMAZIONI
Atipografia
Piazza Campo Marzio 26
36071 Arzignano (VI), Italia
Orari di apertura
Martedì – Sabato: 9.30–13.00 / 15.00–19.30
Domenica: solo su prenotazione


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