Roberto Longhi ... il valore della RIscoperta !
Il 3 giugno si sono commemorati i cinquant’anni dalla morte di una delle figure più influenti della storia della critica d’arte italiana del Novecento: Roberto Longhi.
Partendo da una semplice riflessione, si può affermare che, senza il suo straordinario contributo, oggi probabilmente il nome di Caravaggio non avrebbe raggiunto la centralità che occupa nella storia dell’arte europea.
Longhi, infatti, fu il principale artefice della riscoperta e della rivalutazione internazionale di Michelangelo Merisi da Caravaggio, contribuendo in modo decisivo alla comprensione della sua rivoluzione artistica e della sua profonda influenza sul linguaggio del Barocco seicentesco. Il suo lavoro di ricerca, fondato su un rigoroso metodo storico-critico e su una sensibilità visiva straordinaria, permise di restituire a Caravaggio il ruolo di protagonista assoluto della pittura moderna.
Tra le iniziative più significative del suo percorso di studi si ricordano le due celebri mostre milanesi da lui curate: “Caravaggio e i caravaggeschi” del 1951 e “I pittori della realtà in Lombardia” del 1953. Queste esposizioni non solo consolidarono l’interesse scientifico attorno all’artista, ma contribuirono anche a ridefinire l’intero panorama della pittura naturalistica italiana, mettendo in luce una rete di influenze e allievi fino ad allora poco considerati.
L’impegno di Longhi non si limitò tuttavia alla sola figura di Caravaggio. Egli dedicò una parte fondamentale della sua attività critica anche alla valorizzazione di Piero della Francesca, la cui opera venne approfondita nella celebre monografia del 1927, successivamente tradotta in francese e in inglese, contribuendo così alla sua diffusione internazionale e alla sua collocazione tra i grandi maestri del Rinascimento.
Accanto al suo lavoro di storico dell’arte, Longhi svolse anche un’intensa attività di critico dell’arte contemporanea. In questo ambito, mostrò particolare ammirazione per il pittore bolognese Giorgio Morandi, al quale dedicò studi fondamentali e una monografia significativa, tra cui “Giorgio Morandi al ‘Fiore’”, contribuendo a consolidarne la reputazione critica. Non meno importante fu il suo interesse per le avanguardie del primo Novecento, in particolare per il Futurismo, che analizzò con sguardo attento e indipendente, al di là delle mode e delle correnti dominanti.
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| Morandi e Longhi |
In definitiva, Roberto Longhi rappresenta una figura cardine della storiografia artistica italiana, capace di coniugare rigore scientifico, sensibilità estetica e straordinaria capacità di rilettura critica del patrimonio artistico. Il suo lascito continua ancora oggi a influenzare profondamente gli studi storico-artistici e la percezione dell’arte italiana nei contesti internazionali.



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